L’eccellenza tecnica delle registrazioni, la raffinatezza, la rigorosità, una politica molto aperta nelle scelte dei musicisti, un suono limpido ed essenziale, un’ intensità del silenzio, l’austerità delle copertine, sono queste le caratteristiche principali che hanno forgiato l’estetica ECM, che sta raccogliendo da qualche tempo a questa parte tantissimi riconoscimenti frutto della sua quarantennale attività di etichetta discografica e degli oltre 1200 titoli in catalogo. Uno dei premi più importanti è arrivato dall’autorevole rivista internazionale americana, il mensile Down Beat, che negli ultimi 3 referendum annuali, indetti fra critici giornalisti specializzati, l’ha eletta quale migliore etichetta jazz. Un altro riconoscimento è arrivato dalla rassegna Umbria Jazz 2010, che gli ha tributato nell’arco di tre giorni (mai accaduto finora per un’etichetta) gli “ECM concert series”, eventi musicali presentati ufficialmente dallo stesso produttore della casa discografica tedesca, lunedì 12 luglio, alla presenza del noto critico musicale americano Gary Giddins. Ma facciamo un passo indietro. L’etichetta indipendente ECM, Editions of Contemporary Music nasce nel 1969 (primo disco “Free at Last” di Mal Waldron) ad opera del produttore discografico tedesco Manfred Eicher, le cui intenzioni erano quelle di creare un jazz “da camera”, molto raffinato e rigoroso, in virtù anche delle sue precedenti esperienze maturate nel campo della musica classica. Sin dall’inizio, quindi, l’ECM assunse una propria fisionomia aprendo un proprio varco tra le tendenze musicali del jazz di allora, che erano così rappresentate: da una parte c’era il mainstream e l’hard bop, aggiornato e “corretto” di tinte provenienti dal Free Jazz, che a sua volta era in piena transizione; in Europa, invece, si faceva strada, in maniera autogestita, la musica creativa e improvvisata, la cui importanza sarebbe stata sempre maggiore con il passare degli anni. Dall’altra parte, poi, c’era la novità rappresentata dal rock (con i primi dischi Atlantic e la svolta elettrica di Miles Davis). In questo contesto e con quella fisionomia, l’ECM tentò all’inizio una commistione fra la sperimentazione free e la nascente fusion, in ragione di una forma musicale composta, senza estremismi, lasciando campo libero all’interiorità e alla profondità. In tale prospettiva la scuderia ECM allevò cavalli di razza che sarebbero diventati da lì a poco i protagonisti assoluti della scena musicale jazz: Keith Jarrett, Chick Corea, Paul Bley, Pat Metheny, Gary Burton, Bill Frisell, Ralph Towner, Dino Saluzzi, Dave Holland, Kenny Wheeler, Miroslav Vitous, Jan Garbarek, John Abercrombie, Paul Motian, Charlie Haden, John Surman, Louis Sclavis, il nostro Enrico Rava, e più recentemente gli italiani Stefano Battaglia, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, e gli europei Bobo Stenson, Francois Couturier, ma potremmo continuare ancora a lungo con artisti di grande classe che il produttore tedesco aggiunge di continuo nel catalogo ECM. Nel numero di luglio del mensile italiano Musica Jazz c’è una bella intervista a Manfred Eicher che parla soprattutto del suo rapporto con l’Italia e con i musicisti che produce, senza nascondere di aver adocchiato qualche nuovo talento della scuderia italiana come il pianista Giovanni Guidi e il trombonista Gianluca Petrella. E concluderei con un sua affermazione, tratta proprio da quell’ intervista, che esprime appieno il suo pensiero musicale: <<A volte è bello mettere insieme musicisti che provengono da aree geografiche diverse. Nell’ultimo trio di Bollani (dal cd “Stone in the water” ndr.) ci sono due danesi. E se penso a quel disco, non lo penso come italiano o danese: penso solo che è un grande disco>>.
Musica
L'ESTETICA MUSICALE ECM
CHE MUSICA AD UMBRIA JAZZ 2010!
Venerdì 16 e sabato 17 luglio scorsi sono stato per la 14esima volta (dal 1985) alla prestigiosa kermesse estiva Umbria Jazz, giunta alla 37esima edizione. Ennesima grande emozione! Rispetto alle volte scorse non è stata una maratona musicale per me, in quanto ero con la mia famiglia e quella di mio fratello, sistemati nel casale Le Selvette, alle porte di Perugia (ve lo consiglio perché è bello e “pieno di devozione”); per cui quest’anno i concerti per me non sono iniziati alle ore 12, come di solito avveniva, bensì alle 19 e fino alle 2 di notte circa. L’emozione è tanta non appena sbuco delle scale mobili che collegano l’Arena di Santa Giuliana, una delle sedi dei concerti, con il centro storico della città, salendo da piazza dei Partigiani e attraversando grotte e passaggi sotterranei della Rocca Paolina, una fortezza della Perugia medioevale; perché sbuco nel vivo di una festa di musica e colori, catapultato a 360° in una varietà di proposte per tutti i gusti e a contatto con un mare di facce estasiate dal piacere di esserci.
Venerdì 16, alle ore 19 circa, così è stato; all’uscita delle scale mobili ho incontrato all’altezza di Piazza Italia la street parade della CoolBone Brass Band from New Orleans, una formazione che ha sfilato tutti i giorni per il centro storico di Perugia, con l’intento di far rivivere il clima delle marching band del periodo classico della storia del jazz. Dopodichè sono stato letteralmente catturato dalla musica che proveniva dai Giardini Carducci, dietro la Rocca Paolina, dove sul palco allestito stava suonando Chick Rodgers and the Soul Village in una miscela di funky, soul, rhythm ‘n blues, con un pubblico eccitato e divertito. Dopo circa un’ ora di musica, mi sono incamminato per il centro storico, nel cuore della rassegna musicale, attraversando corso Vannucci sino a Piazza IV novembre, in uno scenario di incredibile magia: artisti di strada, gruppi musicali qua e là, stand official merchandise per i prodotti a marchio della rassegna, una miscela di musica, colori e storia indicibile. Alle 21 circa ho lasciato il centro storico per scendere di corsa al box office dell’Arena di Santa Giuliana per ritirare i biglietti che avevo prenotato un mese e mezzo prima e per assistere al concerto, in quella sede di quel gigante del sax tenore che risponde al nome di Sonny Rollins. Una presenza importante e di grande richiamo per l’edizione 2010 di Umbria Jazz; un fiume sempre in piena, come lo è sempre stato e lo è tuttora, nonostante la veneranda età di 80 anni: dinamico, prorompente, grande improvvisatore, eloquente a dismisura, e avanti così con altri aggettivi che non basterebbero a qualificare la statura artistica di uno dei più importanti jazzman viventi, che ha dispensato capolavori discografici assoluti a partire dagli anni ’50 del secolo appena trascorso. Sull’arte del sassofonista Sonny Rollins sono stati scritti fiumi di parole da parte di critici e studiosi della materia. Il concerto è durato circa 2 ore e mezza, lasciando in visibilio gli oltre 4000 spettatori presenti.
Di corsa, appena finito il concerto, sono andato al Teatro Morlacchi, non prima di passare per piazza IV novembre e dare una sbirciatina al concerto dei Funk Off di Dario Cecchini (una formazione di 15 elementi) di fronte ad un pubblico divertito e interessato. Ma mi stava aspettando evento memorabile e quindi sono andato a teatro per assistere al concerto della cantante americana Melody Gardot, 25 anni, di cui ho già scritto qualche settimana fa a proposito delle nuove voci della scena musicale jazz al femminile. Giusto il tempo di prendere posto in platea ed ammirare quel gioiellino di teatro inaugurato nella seconda metà del ‘700 e compare il presentatore, il quale ci avvisa del fatto che la cantante si esibirà con occhiali scuri e bastone non per snobismo o che altro, ma perché costretta da un incidente che sei anni fa gli ha provocato, oltre a fratture varie, coma e perdita della memoria breve, anche problemi di fotofobia. La musica però è stata la sua medicina principale che gli ha permesso, in misura rilevante, di guarire. Tre bis, un repertorio di brani tratti essenzialmente dall’ultimo disco “My one and only thrill”, una voce originale e densa di swing, un fisico da modella, un portamento da donna di gran classe, un gruppo di musicisti di grande valore, un concerto che ricorderò per sempre, perché è stato magnifico!
Sabato 17 luglio è stato un altro tour de force a partire dalle ore 21, con il concerto all’Arena di Santa Giuliana di un altro grande artista della scena musicale jazz e non solo, Herbie Hancock, 70 anni, tastierista, pianista, compositore, cantante e chi più ne ha ne metta, alle prese con il suo ultimo lavoro discografico “The Imagine Project”, che lui stesso ha definito come “un concerto visivo, con John Lennon nel cuore”. Da bambino prodigio che suona Mozart a undici anni con l’Orchestra Sinfonica di Chicago, Hancock ha fatto tanta di quella strada…, affermandosi con Miles Davis negli anni Sessanta e diventando poi negli anni Settanta il pioniere del Funky Jazz e da lì svariati successi discografici come per esempio Watermelon Man, Cantaloope Island o Rock It e registrando memorabili dischi. Osannato dal pubblico e dopo 2 ore e dieci di concerto, Herbie Hancock ha lasciato il palco ad un'altra figura imponente del canto jazz: Tony Bennett, l’ultimo dei grandi coroner in circolazione che non ti stanchi mai di ascoltare e che ti regala quelle giuste emozioni che solo un artista del suo calibro sa dare, dimostrato in tante incisioni discografiche (mi vengono in mente i due bei dischi realizzati con il pianista Bill Evans). Peccato però che ho dovuto lasciare il concerto a metà tempo per andare ad assistere ad un altra imperdibile performance al Teatro Morlacchi, dove di scena c’era il Golden Striker Trio dall’omonimo bel disco registrato nel 2003, un trio d’eccezione composto da Ron Carter, Mulgrew Miller e Russell Malone. Traduzione: uno dei contrabbassisti più importanti della storia del jazz che ha partecipato a più di 2000 dischi, insieme a due stelle del jazz contemporaneo, quali il pianista Mulgrew Miller ed il chitarrista Russell Malone. Altre due ore di concerto di altissima levatura e un’altra notte, per fortuna, indimenticabile….
QUELLA CALDA E STRUGGENTE "ESTATE"
Una delle canzoni italiane più belle che girano per il mondo è sicuramente "Estate", scritta da Bruno Martino insieme a Bruno Brighetti nel 1960. Oltre il cinquantenario della nascita della canzone, quest’anno ricorre anche il decennale della scomparsa di Bruno Martino (avvenuta il 28 giugno del 2000, a 74 anni). Il brano è entrato a far parte, a pieno titolo, del repertorio dei cosiddetti standard della musica jazz; non solo del jazz, perché non c’è cantante di piano bar o night club che non l’abbia almeno una volta eseguita. Il titolo originale del brano era “Odio l’Estate” (che il mitico Lelio Luttazzi una volta cambiò ironicamente in “Odio le statue”), un’ estate odiata perchè c’è il dolore di “….un amore che è passato”, così come recita il testo della canzone riportato a margine dell’articolo. Successivamente poi, il titolo della canzone cambiò definitivamente in “Estate”. Il Principe dei nights, così fu soprannominato Bruno Martino, già a quindici anni fu un provetto pianista jazz e a 19 entrò in RAI nell’orchestra di Piero Piccioni; a cavallo degli anni’40 ottenne meritati successi soprattutto in nord Europa proponendo una miscela musicale che mescolava jazz, canzoni napoletane e sue composizioni. Tornato in Italia nel 1958, la sua carriera fu piena di meritati successi: formò il Quintetto Bruno Martino, partecipò al Festival di Sanremo (1961), compose canzoni per Caterina Valente, Renato Rascel, Wilma De Angelis, e altri ancora. I suoi brani più famosi da ricordare, oltre Estate, sono Jessica, Forse, Sabato sera, Prova a darmi un bacio, E la chiamano Estate, Quando un giorno, Sono stanco, Kiss me Kiss me, Nel duemila, Cos’ hai trovato in lui, Che cosa sarà di noi, Baciami per domani, Ma tu chi sei, e altri ancora. Tutti i maggiori interpreti della canzone italiana hanno omaggiato il repertorio di Bruno Martino, da Peppino di Capri a Fred Bongusto, Franco Califano, da Mina a Ornella Vanoni a Mia Martini, per citare i più importanti.
La canzone divenne internazionale grazie al chitarrista brasiliano Joao Gilberto, che agli inizi degli anni ’70 la riadattò con successo in versione bossa nova e da allora la portò sempre con sé, eseguendola in ogni favorevole occasione musicale; famosa è la versione del brano tratta dal disco “Amoroso” (Warner, 1977). Ma sono talmente tante le versioni famose di questo brano che sarebbe lungo l’elenco da stilare; a cominciare da quella per piano solo dello stesso autore Bruno Martino a tante altre versioni cui personalmente sono affezionato, come ad esempio quella della cantante americana Shirley Horn, nell’album con gli archi “Here’ to Life” (Verve, 1992), del trombettista Chet Baker nell’album “At Capolinea” (Red Record, 1983), del pianista Michel Petrucciani nel cd “Michel Petrucciani live” (Blue Note, 1991).
Il pianista Bruno Martino continuerà ad esibirsi fino all’ultimo, sia con la sua orchestra, di cui fecero parte anche Franco Cerri e Oscar Valdambrini, sia come solista ricordando in particolare quello spettacolo tenuto a Roma al Teatro Flaiano, nel 1993 (20 serate di seguito) insieme a Umberto Bindi intitolato “due vite un pianoforte”, diventato anche un disco.
ESTATE (Bruno Martino – Bruno Brighetti)
Estate
Sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
Che il cuore mio vorrebbe cancellare
Estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po’ di pace tornerà
Estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L’estate che creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
Estate
In volo…verso l’estate dei jazzfestivals - 3^ parte
Terza ed ultima puntata di questo viaggio tra i jazzfestivals estivi italiani che approda, anzi “atterra” nella bellissima Sardegna, perché il 10 agosto, a bordo di un aereo, in volo da Milano Linate a Olbia e grazie alla collaborazione di Meridiana Fly, il contrabbassista Mario Brunello, concertista di fama mondiale, inaugurerà “in aria” (che è anche sottotitolo della rassegna) XXIII edizione di TIME IN JAZZ di Berchidda, in provincia di Olbia –Tempio, un jazzfestival (dal 10 al 16 agosto), ideato e diretto dal trombettista Paolo Fresu. Lo stesso giorno, un traghetto della Sardinia Ferries, imbacherà l’organico “GirodiBanda” della Puglia e il gruppo Opa Cupa, che suoneranno da Civitavecchia fino al Golfo degli Aranci di Olbia per un progetto musicale tra la tradizione bandistica pugliese e le ritmo-melodie delle fanfare balcaniche. Dopo questa affascinante apertura, il festival si svolgerà in diverse sedi e centri della provincia di Olbia-Tempio, fra Logudoro e Gallura; ad esempio, a Mores nella chiesa Di Santa Lucia sarà di scena il 10 agosto lo specialista di armonica cromata, Max De Aloe, in duo con il pianista Roberto Olzer; sempre il 10, il pianista Enrico Pieranunzi “reinterpreterà”, nella bellissima basilica di Saccargia di Condrongianos, alcune sonate di Scarlatti; nella foresta demanaiale del monte Limbara sud, presso la Fontana di s’Eriteddu, il trombettista Paolo Fresu (l’11), musicherà alcuni testi dello scrittore Gavino Ledda; il chitarrista Ralph Towner (il 12) si esibirà, in solo, nel parco eolico di Tula; a Berchidda, sempre il 12 agosto, sul palco centrale del festival, suonerà un nome storico del jazz, il sassofonista Ornette Coleman, in quartetto; a seguire nei giorni successivi, il 13 ci sarà il concerto del duo Paolo Fresu-Ralph Towner, il 14 sarà la volta della cantante portoghese Maria Joao e del trombettista Enrico Rava con il suo quintetto; doppio concerto nella serata del 15 con il tunisino Dhafer Youssef, vistuoso dell’oud, e i due organici “GirodiBanda” e “Opa Cupa”. Ecco gli altri concerti diurni: alle 9 dell’11 agosto, a Laghetto Nunzia, il vocalist Boris Savoldelli; il 12 mattina nella Basilica di San Simplicio ad Olbia, il duo Thomas Bloch-Francois Weigel; alle Fonti di Rinaggiu (la mattina del 13) il pianista Giovanni Guidi; ancora Enrico Rava sarà di scena nella Chiesa di San Bachisio, a Telti (pomeriggio del 13 agosto), mentre la vocalist Cristina Cavalloni canterà nella Chiesa di Santa Croce a Ittireddu la mattina del 14. Questi ed altri ancora i concerti che potrete visitare nel sito: www.timeinjazz.it.
Altro appuntamento importante in Sardegna, è quello del jazzfestival di Sant’Anna Arresi, “Ai confini tra Sardegna e Jazz”. dal 24 al 30 agosto, giunto alla XXV edizione. La città , in provincia di Cagliari, è forse la più bella località balneare (rinomato è Porto Pino) del sud della Sardegna, dove si può ammirare il maestoso Nuraghe Arresi e dove in agosto si organizza una prelibata sagra del pesce. Nell’ambito della rassegna sono previsti dei seminari dedicati alla memoria del compianto musicista sardo “Marcello Melis” (quest’anno però, saranno posticipati: dal 27 al 31 dicembre 2010, mentre l’anno scorso si sono tenuti dal 24 al 3 settembre). Il sottotitolo del festival è “The holy ghost and infinite spirit of Albert Ayler” , un omaggio alla figura del grande sassofonista free, un mito della storia del jazz degli anni ’60. Tra i partecipanti alla rassegna troviamo Archie Shepp (altra icona jazz del periodo free), David Murray, Charles Gayle, Steve McCraven, Milford Graves, Bob Few, Hamid Drake, Evan Parker, Jean Paul Bourelly, e altri ancora. Per Info: www.santannarresijazz.it.
Ancora in Sardegna, il X festival Musica sulle Bocche a Santa Teresa di Gallura, illuminerà dal 26 al 30 agosto 2010 le serate sulle Bocche di Bonifacio, soprattutto perchè uno dei protagonisti sarà Egberto Gismonti, uno dei “padri” della musica brasiliana, con un concerto il 30 agosto nella celebre spiaggia di Rena Bianca, a chiusura del festival. Ci sarà poi il chitarrista Giovanni Seneca con un’orchestra d’archi (il 26), il clarinettista (basso) Marco Colonna il 27 agosto, mentre il giorno dopo sarà la volta del quartetto del trombettista Flavio Boltro e poi del norvegese Arild Andersen; il pianista Stefano Battaglia in trio e l’arpista Marcella Carboni, più un progetto orchestrale diretto da Enzo Favata dal titolo Voyage en Sardaigne (il 29). Info: www.musicasullebocche.it.
Lasciamo la Sardegna e ritorniamo sul continente, precisamente a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria, dove dal 13 al 21 agosto 2010 si svolgerà la
XXX Edizione del Roccella Jazz Festival, con la dirazione del musicista Paolo Damiani. Il titolo dato alla rassegna è “Memorie Future” e la serata d’apertura (il 14 a Reggio Calabria) propone due concerti straordinari: il duo Enrico Pieranunzi-Joey Baron e a seguire il gruppo Afro-Cuban Messengers del pianista e compositore cubano Chucho Valdes. Gli altri protagonisti della rassegna saranno il quartetto della cantante Diane Schuur, il trio formato da Paolo Fresu-Omar Sosa- Trilok Gurtu, il quartetto di Miroslav Vitous con l’ospite Michel Portal, più altri concerti di primo piano. Info: www.roccellajazz.net.
Piano & Jazz è la rassegna che si terrà ad Ischia dal 25 al 28 agosto. Dopo il concerto inaugurale del quintetto di Allan Harris all’Albergo della Regina Isabella, la sede di Villa Arbusto ospiterà una star del pianismo mondiale jazz, Chick Corea, di origini italiane, e lo farà in tre occasioni: in piano solo (il 26) in duo con Stefano Bollani (il 27), in trio con il mitico bassista dei Weather Report, Miroslav Vitous e l’altrettanto storico batterista Roy Haynes (il 28). Info: www.pianoejazz.com
Il festival/concorso di Barga jazz 2010, nato nel 1986, oltre ai concerti proposti durante la rassegna, è famoso soprattutto per il concorso per arrangiamento e composizione per orchestra jazz che ha raggiunto la XXIII edizione. Quello di quest’anno sarà dedicato alla musica di Steve Swallow sulla quale i concorrenti dovranno confrontarsi per aggiudicarsi i premi finali (il 26-27-28 al Teatro dei Differenti). Lo stesso Swallow darà un concerto assieme alla Barga Jazz Orchestra diretta dal Maestro Bruno Tommaso. Il cartellone dei concerti vede la preseza del Maurizio Geri Swing quintet (il 20), Antonio Forcione quartet (il 21) Eno Jazz quintet, Instabile trio, Organic Group ed altri, al centro storico (il 22). Vittorio Alinari solo al Duomo di San Cristofaro (sempre il 22), più altri gruppi ancora che potete consultare sul sito: www.bargajazz.it.
Il Due Laghi Jazz Festival di Avigliana, in provincia di Torino, è alla XVII edizione e verrà organizzato in diverse date comprese tra la seconda metà di agosto e la prima di settembre. Assieme ai concerti si terrà un workshop di perfezionamento jazz realizzato dall’Associazione musicale Arsis e il Jazz Club Torino, in collaborazione con il dipartimento di jazz dell’ Univesitat fur Musik di Graz (Austria). Il programma è ancora in fase di allestimento e per informazioni si può andare sul sito: www.jazzfest.it.
(A) Ghost Note è la neonata rassegna campana, a Sant’Agnello, sulla costiera sorrentina, che si terrà dal 7 al 9 agosto e ospiterà l’Italian Tango Quartet (il 7), Flying on Classic (from Mozaart to Skryabin across the jazz) l’8 agosto, Markus Stockhausen (tromba) – Ferenc Snetberger (chitarra) il 9 agosto. (
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)
Il XXI Orsara musica jazz festival 2010 in provincia di Foggia, in programma dal 3 al 8 agosto, presenta una serata “Remembering Max Roach” in ricordo del grande batterista, con il quartetto del sassofonista Billy Harper (il 5), il Lunar quartet di John Tchicai (il 6), oltre ai Seminari Internazionali di musica jazz previsti nell’arco delle quattro giornate.
Non mi resta di augurarvi buone vacanJazz!
UMBRIA JAZZ e l’estate dei jazz festivals italiani - 2^ parte
Riprendiamo il nostro viaggio tra i jazzfestivals estivi italiani in compagnia della buona musica, incontrando città piene di storia, luoghi suggestivi e scenari di rara bellezza, con l’intento di arricchire le nostre vacanze e apprezzare sempre di più il nostro “Bel Paese”.
UMBRIA JAZZ, in programma dal 9 al 18 luglio p.v., ne è un esempio. La bellezza, soprattutto storica, della città di Perugia, dà quel valore aggiunto agli oltre 200 concerti in programma di questa 37^ edizione, che si svolge quasi interamente a Perugia, in vari luoghi: da Piazza IV Novembre (dove si può ammirare la bellissima Fontana Maggiore), al Corso Vannucci (magnifico il Palazzo dei Priori) dove sfilerà ogni giorno la Coolbone Brass Band di New Orleans, ai Giardini Carducci, al bellissimo Teatro Morlacchi, all’Oratorio di Santa Cecilia, assieme a tanti altri monumenti e posti da vedere sia nel centro storico, sia nei dintorni di Perugia. La rassegna umbra rappresenta ormai il più importante jazzfestival italiano e gode da anni di riconoscimenti internazionali. Ecco alcuni degli appuntamenti musicali in programma, previsti da mezzogiorno a mezzanotte: Mario Biondi & Incognito (il 9), Roy Hargrove quintet (il 10), Marcus Miller con un progetto su Miles Davis (l’11), Mark Knopfler (il 12), i Manhattan Tranfer (il 13), Chick Corea (il 14), Pat Metheny (il 15), Sonny Rollins (il 16), Herbie Hancock con Tony Bennett (il 17), Fiorella Mannoia con il progetto “Axè Musica”, danza e Capoeira brasiliana con Giovanni Hidalgo & Horacio El Negro Hernandez….e sono ben poco rispetto ai tanti altri concerti in programma! Io ci sarò (il 16 e il 17) e sarà per me la 12^edizione! (per info: www.umbriajazz.com – box office 800462311)
CALAGONONE JAZZ dal 17 al 20 luglio, è una rassegna organizzata a Dorgali, in provincia di Nuoro, nel Golfo di Orisei, sulla costa orientale della Sardegna. Si possono ammirare, oltre ai Nuraghi, il canyon di Gorroppu, che è la gola più grande d’Europa, le grotte del Bue Marino sulla costa e le grotte di Ispinigoli in campagna. Questa XXI edizione propone quattro serate nel Parco della Villa Ticca con due grossi nomi del circuito jazz: il pianista Brad Mehldau in trio con Larry Grenadier e Jeff Ballard (il 18) e il sassofonista David Murray in quartetto (il 20). (Info: 0784.232539 – www.festivalcalagononejazz.it)
TUSCIA IN JAZZ si svolge dal 17 luglio al 1^ agosto a Soriano nel Cimino, piccolo borgo medievale del viterbese, con un castello del XIII sec. adagiato su di una cima tondeggiante, oltre al bellissimo e rinascimentale Palazzo Albani-Chigi del XVI sec. Il programma dei concerti è rappresentato prevalentemente da musicisti della premiata scuderia del jazz italiano: Flavio Boltro e Massimo Davola con i rispettivo trii (il 26), il quintetto di Gegè Munari con Dado Moroni, Eddie Gomez e Marco Valeri (il 27), Francesco Desiato quartet, Dave Liebman con il trio di Domenico Sanna (il28), Rick Margitza-Antonio Ciacca quartet (il 29), Paolo Recchia con un superquartetto (Rosenwinkel-Sanchez-Moroni-Boltro) il 30, con un finale dedicato al “Premio Jimmy Woode” per solisti e gruppi sotto i trent’anni (1 agosto). (Info:
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LIGURIA JAZZ SUMMER dal 20 al 23 luglio, propone tre date in altrettanti posti meravigliosi: il medievale porto di Camogli sulla riviera ligure, la rinomata città balneare di Rapallo, dove si erge un cinquecentesco castello a difesa della città, e la città di Recco situata alla base del promontorio di Portofino. A Camogli si terrà il concerto del fisarmonicista Richard Galliano (il20), a Rapallo il Lino Patrono Jazz Show ( il 21 ) mentre a Recco, sul
lungomare Bettolo ci sarà Fabrizio Bosso-Javier Girotto Latin Mood. (
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– tel. 010.585241)
GEZMATAZ FESTIVAL & WORKSHOP è una rassegna che si svolge dal 21 al 25 luglio a Genova presso l’Arena del mare, nel Porto Antico. Tutti molto interessanti i concerti: il quartetto di Ornette Coleman (il 21), il Vicente Amigo quintet (il 22), la Brass Bang (il 23) con Fresu-Petrella-Rojas-Brnsten, Stefano Bollani (il 25), mentre il 24 saranno i docenti del workshop ad esibirsi, dopo un’apertura degli allievi ( Info: www.gezmataz.org)
VENEZIA JAZZ in programma dal 23 luglio al 1 agosto, mette a disposizione della musica, luoghi di grande bellezza come Piazza San Marco dove si esibirà Pat Metheny (il 23) e Norah Jones (il 24), il Teatro La Fenice per il concerto di Esperanza Spaulding e poi Yamandu Costa (il 27) e Paco De Lucia
(il 29), più altre date al Campo dell’Erberia a Rialto e alla Collezione Peggy Guggenheim, sull’isola di San Servolo (Info: www.venetojazz.com)
SIENA JAZZ in onda dal 23 luglio al 1 agosto, presenta un altro scenario storico-artistico da non perdere; i concerti si terranno alla Fortezza Medicea, nelle belle piazze cittadine e nelle contrade del Palio. Da sottolineare che la rassegna è legata ai prestigiosi Seminari di Siena Jazz, con concerti di docenti ed allievi. Questi alcuni nomi che parteciperanno al jazzfestival: Bobby Watson, Avishai Cohen, Glenn Ferris, John Taylor, Seamus Blake, Jim Snidero, Kenny Wheeler, Franco D’andrea, Furio Di Castri, Pietro Condorelli, Aaron Goldberg, ed altri ancora (Info: www.sienajazz.it).
TEANO JAZZ, orgogliosamente, raggiunge la sua XVIII edizione che si svolgerà sul Loggione del Museo Archeologico e a Piazza Duomo, dal 24 al 27 luglio. Purtroppo non ci sarà il preannunciato trio del pianista cubano Gonzalo Rubalcaba, sostituito dalla Ray Gelato and his Giants Orchestra (il 24), poi sarà la volta di Arturo Sandoval Sextet (il25), del gruppo Buena Vista Social Club, ospite Omara Portuondo (il26), Marcus Miller Band (il 27) (Info: www.teanojazz.org).
FANO JAZZ by the sea, in provincia di Ancona, è stato programmato dal 25 al 31 luglio. Al Porto (il 25) ci sarà la band di Marcus Miller, alla Corte Malatestiana il Dino Saluzzi Trio (il 26), James Carter quintet (il 27) e Richard Bona Group (il 28) al Porto di Fano, il duo Enrico Rava - Stefano Bollani alla Corte Malatestiana (il 29) Meceo Parker Group (il 30) al Porto di Fano e il quartetto del pianista Danilo Perez il 31 luglio alla Corte Malatestiana. Anche quest’anno la rassegna si avvarrà del “Pala J”, allestito alla Marina Dei Cesari al Porto, dove gratuitamente si terranno i concerti “Round Midnight” con Eivind Aarset, Giovanni Falzone, Ramon Valle, Luca Aquino ed altri ancora.
(Info: tel.0721.803043 –
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)
La settimana prossima la terza ed ultima parte di questa mappa dei principali jazzfestivals estivi in Italia.
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