“E’ sorprendente, anzi, è addirittura sospetta la sistematicità con la quale, periodicamente, si attacca la Mozzarella di bufala campana dop. E ancor più sorprendente è che tutto questo avvenga senza che nessun rappresentante istituzionale si levi a difendere una filiera che è non solo importantissima dal punto di vista economico per la nostra regione, ma anche tra le più controllate. E i controlli ci dicono che nessuna partita di latte o di prodotto semilavorato proveniente dal Brasile sia stata sequestrata da carabinieri, finanza, polizia, asl o quant’altri istituti o corpi preposti al controllo di frodi alimentari o antisofisticazioni, i quali, è appena il caso di ricordare, pressoché giornalmente visitano i nostri impianti produttivi e utilizzata o anche soltanto in procinto di essere utilizzata per la produzione della mozzarella di bufala dop”.
E’ quanto afferma, indignato, il consigliere di Confindustria Caserta per la filiera bufalina, Raffaele Garofalo, alle notizia di stampa che parlano, appunto, di latte importato dal Brasile per la produzione indistinta di mozzarella di bufala.
“Ripeto, non c’è niente, non ci risulta che nel circuito della Dop siano stati riscontrati comportamenti non in linea con il disciplinare. E questo, se proprio non dovesse risultare al Financial Time, che è evidentemente tutt’altro che la bibbia del giornalismo che molti credono, dovrebbe risultare, con un semplice accertamento, almeno ai nostri giornalisti i quali, riportando pedissequamente notizie non vere, non solo fanno cattivo giornalismo, ma danneggiano gravemente un comparto economico che tira e dà lavoro a oltre venti mila persone”.
Il consigliere di Confindustria Caserta ci tiene a sottolineare l’aspetto dei controlli cui è sottoposta la filiera. “Oggi – dice - la filiera bufalina a denominazione di origine protetta è il circuito alimentare più controllato e, dunque, più sicuro dal punto di vista dei consumatori. Un sistema di controllo che è tra i più severi a livello europeo e che i produttori di mozzarella di bufala dop sicuramente incoraggiano per tutelare un patrimonio, e tutta l’economia che vi ruota intorno, sottoposto a continui e probabilmente non del tutto disinteressati attacchi”.
Economia
CASERTA - Latte dal brasile per la mozzarella dop? E' una bufala
CASERTA - Riflettere l'energia, seminario a Confindustria
Domani, martedì 20 luglio, alle ore 17, presso la sede di Confindustria Caserta, nel corso di un seminario dal titolo: “Riflettere l’energia: tecnologie e materiali per costruire il futuro”, il professore Ettore Del Giudice presenterà ad aziende e tecnici un innovativo rivestimento che si preannuncia molto interessante per le molteplici applicazioni possibili in edilizia.
Il prodotto si chiama GIGATHERM ed è costituito da microscopiche sfere cave di ceramica immerse in supporto acrilico. Le micro-bolle hanno un diametro che varia da 0,2 a 100 micron circa e sono quasi prive di aria o altri gas, sicché l'alta concentrazione delle stesse, le loro dimensioni, il vuoto interno e il materiale di cui sono fatte determinano quattro eccezionali caratteristiche fisiche: alta riflettività, alta impenetrabilità da parte di agenti esterni, elevata traspirabilità ed elevata resistenza all'invecchiamento.
Il prodotto nasce dalla collaborazione del docente di Tecnologie presso il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica della Sun, con un gruppo industriale tedesco.
I lavori saranno introdotti dai saluti del presidente di Confindustria Caserta, Antonio Della Gatta, e del presidente della Sezione Costruttori edili, Augusto Tedeschi. Seguirà, quindi, la relazione del professore Ettore Del Giudice, sul tema: “Materiali innovativi per “progettare” l’energia: Gigatherm”. Al convegno interverranno: Michele Di Natale (preside della facoltà di Ingegneria Seconda Università di Napoli); Pasquale Malangone (docente della Facoltà di Ingegneria della Sun - Assessore ai Lavori Pubblici Provincia di Caserta); Domenico Enrico De Cristofaro (presidente Ordine degli architetti e pianificatori di Caserta); Vittorio Severino (presidente Ordine degli Ingegneri di Caserta) e Francesco Russo (presidente Ordine dei Geologi della Campania).
Comunicato stampa
CASERTA - Crisi, Della Gatta: occorre buona amministrazione per far ripartire l’economia
“La crisi è passata, anche se qli effetti della congiuntura negativa si stanno facendo ancora sentire. Ora però non è più tempo di recriminare, ma di guardare avanti. E di chiedere e pretendere dalla politica, dalle istituzioni un diverso passo, sincronizzato con la velocità dei mutamenti e le aspettative del mondo delle imprese”.
La relazione del presidente Antonio Della Gatta alle assise annuali degli industriali di Terra di Lavoro per gli adempimenti statutari di bilancio è cautamente improntata all’ottimismo, ma decisa nei toni quando si tratta di reclamare maggiore attenzione e responsabilità dalla classe politica.
Nonostante un accentuato processo di desertificazione delle grandi fabbriche – sottolinea Della Gatta – la provincia di Caserta resta una delle più industrializzate del Mezzogiorno. “Ma ci sono ancora molte iniziative ferme al palo”, aggiunge. Occorre perciò agire in fretta per far ripartire l’economia. Gli industriali non chiedono misure occasionali o straordinarie. Ma neanche slogan: “Occorre, invece, una buona amministrazione a livello locale”, dice il numero uno degli industriali casertani. E “le tanto attese riforme, sia a livello nazionale che regionale” per evitare sperperi che alimentano soltanto sacche improduttive, clientelari e parassitarie, ma che non generano valore aggiunto. Che fare, allora? Si chiede il presidente degli industriali.
“Bisogna far ripartire l’economia”, afferma. Della Gatta chiede “alla Regione e alla Provincia di rendere operativi e decisionali i tavoli istituzionali prodromici alla reindustrializzazione, alle bonifiche, alla realizzazione dell’aeroporto di Grazzanise, al rilancio della logistica”. Chiede ancora di far ripartire le opere iniziate e bloccate (dal Policlinico all’Interporto) e di rendere operativi gli accordi di programma abbandonati (è il caso di Impreco) o che aspettano ancora il disco verde (ex3M). “Ci sono molte cose da fare”, ribadisce Della Gatta, “che già cominciandole a fare potremmo dare sicuro fiato alla nostra economia”, iniziative che da sole “potrebbe generare molti posti di lavoro, addirittura diverse migliaia”.
Il presidente degli industriali, infine, ricorda alla platea le numerose iniziative che il sistema associativo locale ha messo in campo per sostenere le aziende nell’ultimo e difficile anno: dal progetto Garanzia d’Impresa (un fondo capace di generare un volume creditizio di 30 milioni di euro) per sostenere l’accesso al credito, allo Sportello Equitalia presso la sede, dalle iniziative per la Legalità alla creazione del Distretto industriale energetico, dal patto formativo della filiera bufalina al protocollo con il Consiglio notarile per la consulenza alle aziende.
La relazione è stata sottolineata da un convinto applauso da parte dei numerosi industriali intervenuti, i quali hanno poi all’unanimità anche approvato i bilanci consuntivo e preventivo dell’associazione datoriale.
CASERTA - Il capoluogo ospita il convegno nazionale delle Casse edili
Caserta ancora al centro dei grandi appuntamenti congressuali nazionali. Il capoluogo di Terra di Lavoro, infatti, nei giorni 5 e 6 luglio prossimi, ospiterà il “Convegno nazionale delle Casse edili”. Al meeting, che si svolge per la prima volta in Campania a cinquant’anni dalla costituzione delle Casse Edili, parteciperanno i vertici degli Enti Paritetici Bilaterali del settore delle costruzioni provenienti da tutte le Regioni italiane.
L’importante appuntamento convegnistico è stato fortemente voluto dal presidente della Cassa Edile di Caserta, il commendatore Antonio Farina, che è riuscito ad affermare la candidatura del capoluogo di Terra di Lavoro rispetto ad altre e ben agguerrite location, anche in ambito regionale, calando sul piatto la proposta di un’ospitalità di altissimo livello all’ombra della Reggia Borbonica. Gli oltre trecento convegnisti, infatti, saranno ospitati nelle strutture alberghiere del Crowne Plaza e del Grand Hotel Vanvitelli e, a margine dei lavori, visiteranno il Palazzo Reale con il “Parco più bello d’Italia”, ed i principali siti borbonici ed archeologici della provincia.
I lavori del convegno si svolgeranno nel pomeriggio di lunedì e nella mattinata di martedì, presso la Sala Congressi del Crowne Plaza, con la partecipazione dei vertici della Commissione nazionale delle Casse Edili (Cnce) e del presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), ingegnere Paolo Buzzetti, oltre che di autorevoli esperti del settore, che si confronteranno sulle problematiche che investe il mondo del lavoro nel momento di una crisi che ha particolarmente colpito il settore dell’edilizia.
Le Casse Edili – come si sa – sono organismi tipici del settore delle costruzioni, sorti in relazione alla peculiarità dei rapporti di lavoro con gli operai, caratterizzati da una rilevante mobilità interaziendale. Sono enti costituiti in ciascuna provincia sulla base della previsione contenuta nel contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle imprese edili, gestiti pariteticamente dalle organizzazioni locali dei datori di lavoro aderenti all’Ance e dei lavoratori aderenti a Feneal, Filca e Fillea.
In base al Ccnl, la Commissione nazionale paritetica per le Casse Edili (CNCE) è l’ente nazionale cui è demandato l’indirizzo, il controllo e il coordinamento delle Casse Edili.
Le Casse Edili erogano ai lavoratori una parte importante del trattamento retributivo dovuto dalle imprese: si tratta, in particolare, del trattamento economico per ferie e gratifica natalizia che le imprese, in relazione alla mobilità dei lavoratori, accantonano presso la Cassa Edile, la quale provvede al pagamento agli interessati alle scadenze previste.
Inoltre erogano altre significative prestazioni quali il premio annuo per l’anzianità professionale edile; una prestazione retributiva al momento del pensionamento (che verrà sostituita dalla previdenza complementare con un fondo nazionale di settore); l’integrazione al trattamento economico nei casi di malattia e infortunio (attraverso le imprese); prestazioni sanitarie integrative (rimborso spese dentarie, ricovero ospedaliero, protesi ortopediche, ecc.); gli assegni e le borse di studio; i soggiorni estivi eccetera.
CASERTA - Crisi comparto serico, incontro in Prefettura per sollecitare misure urgenti
La drammatica crisi che attanaglia il comparto serico è stato al centro di un incontro in Prefettura coordinata dal vice prefetto Franco Provolo, presenti i rappresentanti della Sezione Tessile di Confindustria Caserta (Gustavo de Negri), del Consorzio San Leucio Textile (Ennio Bologna), della Camera di commercio (il segretario Gennaro Agnone) e del sindacato (Carmine Crisci, segretario generale della Cisl).
In particolare, i rappresentanti delle aziende, nell’illustrare uno scenario produttivo che diventa ogni giorno più difficile, hanno sollecitato l’intervento dell’Ufficio territoriale del governo per sostenere la richiesta di una serie di misure da adottare prontamente al fine di arginare l’emergenza industriale e finanziaria che attanaglia il comparto.
Con la moratoria dei debiti fiscali e previdenziali accumulati dalle aziende con il perdurare della crisi globale, infatti, gli industriali hanno sollecitato aiuti per la ricerca e lo sviluppo, misure a sostegno dell’internazionalizzazione e interventi concreti per la facilitazione dell’accesso al credito. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, peraltro, le aziende hanno chiesto la creazione di un apposito fondo di garanzia da parte della Camera di commercio incassando, peraltro, la pronta disponibilità da parte del rappresentante dell’ente camerale.
Dal suo canto, nel riconoscere l’eccezionalità della difficile congiuntura economica, anche il rappresentante della Cisl si è augurato da parte delle istituzioni tutti gli sforzi possibili per salvaguardare non soltanto la sopravvivenza della più antica e prestigiosa industria locale, ma anche e soprattutto dei posti di lavoro, che si riducono di numero, peraltro, di giorno in giorno.
Quella che sta vivendo l’industria serica legata all’antica tradizione leuciana – ha spiegato Gustavo De Negri – è la terza grande crisi che si è abbattuta sul comparto negli ultimi quindici anni. Si cominciò sul finire degli anni Novanta, con la crisi prodotta dai mercati asiatici, caratterizzata dai bassi costi della produzione orientale. Quindi, è seguita poi la crisi del dollaro (è appena il caso di ricordare che la produzione serica casertana è orientata verso il mercato Usa per il 60 per cento in modo diretto e per un altro 20 per cento in maniera indiretta). Infine, la crisi di gran lunga più grave, quella cosiddetta finanziaria del 2008, e che gli industriali del comparto stanno vivendo nelle proprie aziende, sempre per la stretta interdipendenza dal mercato americano, sin dall’inizio e non da quando – lo scorso anno – si è riverberata sui mercati europei in tutta la sua portata.
Cifre alla mano, De Negri ha illustrato uno scenario davvero drammatico del comparto serico. Attualmente – ha detto – il comparto è rappresentato da otto aziende, la maggior parte delle quali, di piccole e piccolissime dimensioni, che danno lavoro più o meno a 150 lavoratori, ed un fatturato complessivo stimato fra i dieci e quindici milioni. Appena dieci anni fa, invece, le aziende seriche erano una quindicina, occupavano oltre 600 addetti e sviluppavano un fatturato di 60 milioni di euro. Insomma, dell’industria serica si rischia davvero la scomparsa se non si interviene prontamente e con determinazione.
Un grido di allarme che è stato prontamente accolto in Prefettura i cui uffici, infatti, si sono immediatamente attivati per la convocazione di un tavolo di rilancio del comparto allargato alla partecipazione di tutte le componenti istituzionali, politiche, economiche e sociali del territorio.
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